Poetica per i bambini: perché la poesia è importante

Sull’importanza della poetica per i bambini, si è convenuto oramai già da tempo. È oggi assodato infatti che se esposti sin da piccolissimi a forme d’arte di ogni genere, i bambini cresceranno con una sensibilità alle cose della vita ben più affinata.

A differenza di quello che si potrebbe pensare, infatti, il linguaggio poetico è molto più vicino a quello di un bambino che a quello di un adulto: entrambi basano il loro modo di comunicare sulle peculiarità dei suoni e del ritmo, entrambi giocano con le parole. Certo, se da un lato il bambino lo fa per naturale propensione, dall’altro il processo che porta lo scrittore a comporre una poesia è lungo, articolato e ponderato, ma il punto di rendez-vous rimane comune: bambini e poesia si incontrano laddove la ragione, tramite il linguaggio, si fa da parte per fare spazio alla fantasia.

Non a caso, si contano almeno due importanti recenti iniziative relative all’adattamento per un pubblico giovanissimo di testi di Emily Dickinson e Pablo Neruda, le cui opere selezionate vengono proposte ad un pubblico che ancora non ha imparato ad apprendere appieno la lingua. Il risultato è stato quello di avere un’audience seriamente attenta, coinvolta e curiosa, che comprendeva più di certi adulti l’utilizzo di alcune metafore e la scelta di alcuni giochi di parole.

Questo avviene principalmente perché il bambino, così come il poeta, non ha bisogno di un rigido elenco di regole per capire che un enunciato può “funzionare” anche se dotato di poco senso. D’altronde, le teorie chomskyane su competenza ed esecuzione vanno in questa direzione già da diversi decenni: per il bambino che sta apprendendo una lingua è importante semplicemente avere uno stimolo – quello che in linguistica generativa viene definito trigger. Fatto ciò, il bambino riuscirà da solo a sviluppare determinati meccanismi di utilizzo del linguaggio già presenti nella sua mente, che hanno bisogno solo del giusto innesco per essere attivati.

Di questo forse era consapevole anche Gianni Rodari. Non ci è dato sapere quanto lo scrittore piemontese conoscesse a fondo i dogmi della grammatica strutturalista, ma sicuramente le sue poesie hanno aiutato tanti bambini a diventare adulti migliori.