La poetica oggi

Da un popolo che ha nei suoi diretti antenati personaggi come Dante, Foscolo e Pasolini ci si aspetterebbe quantomeno una scuola poetica contemporanea di prim’ordine. La poetica oggi in Italia sta attraversando un momento del tutto particolare, influenzato come nel resto del mondo dall’immanente presenza di nuovi format su cui pubblicare e da un’attenzione da parte del pubblico in parte mutata.

Se infatti dei sei nobel italiani per la letteratura cinque si sono sicuramente cimentati nell’arte poetica (Carducci, Deledda, Pirandello, Quasimodo e Montale), è altrettanto vero che almeno da una ventina d’anni a questa parte l’Italia non offre al mondo una penna di riferimento di cui fregiarsi. Questo significa forse che la poesia in Italia è morta? Tutt’altro, e per averne conferma basta leggere i testi di Erri De Luca, Cesare Viviani, Dacia Maraini. Questi, tuttavia, per quanto ancora prolifici appartengono alla scuola del Novecento, la stessa di Alda Merini e Fabrizio De André. Una scuola che va pian piano morendo.

I poeti nell’era di Internet

La difficoltà a nominare un vero poeta italiano giovane e universalmente riconosciuto come tale va probabilmente ricercata, ancora una volta, nella ragion d’essere di internet. L’avvento di questa nuova possibilità di diffondere i propri scritti ha infatti portato ad un duplice risultato: se da un lato ha sancito la crisi dell’editoria, con la conseguente diminuzione da parte delle case editrici ad investire su giovani scrittori, dall’altro con la nascita di innumerevoli siti dedicati alla pubblicazione di opere originali chiunque ha la possibilità di farsi conoscere a costo zero. Questo è sicuramente un bene, perché il prossimo Premio Strega potrebbe essere il nostro compagno di banco che ora scrive solo per il suo blog. È un po’ la storia di Zerocalcare, il celebre fumettista divenuto icona social(e) degli anni ’10 di questo secolo grazie ad una schiera di seguaci che ne hanno – giustamente, aggiungiamo – favorito il successo anche al di fuori della rete.

Il segreto forse è proprio questo: non conta più tanto avere gli agganci giusti, quanto l’essere originali e proporre pezzi coinvolgenti, e chi riesce a farlo avrà presto o tardi la sua nicchia di affezionati sostenitori virtuali. Da quello a pubblicare un primo volume il passo è davvero breve.