Se è vero che l’aspetto erotico dell’esistenza è nato con l’uomo, è altrettanto vero che l’uomo non si è mai sottratto a metterlo per iscritto. Fino all’invenzione della stampa era infatti comune e normale vergare testi in cui eros e poesia costituivano un unicuum metrico-concettuale ben riconoscibile e apprezzato, tanto che le reazioni del pubblico di allora erano ben distanti da quelle che ci aspetteremmo da un lettore contemporaneo. Come vedremo di seguito, il connubio fra erotismo e arte poetica è infatti molto antico e ben documentato.

Antichità, Medioevo e Rinascimento

Il primo testo di cui abbiamo notizia è un papiro egiziano che risale addirittura al 1000 a.C. e che oggi è conservato al Museo Egizio di Torino. Sempre appartenenti all’antichità sono scritti che oggi tutti conosciamo, come quelli della poetessa Saffo e il Kama Sutra.

Nel medioevo, attorno all’anno 1100 la poesia erotica conoscerà forse una delle sue espressioni più belle nelle liriche dei trovatori di Provenza, poi imitati da francesi, liguri, piemontesi, galeghi e portoghesi. Solo l’azione congiunta della Chiesa e del trono di Francia riuscirà a spezzare un tale idillio fra arte ed erotismo, relegando ingiustamente quel periodo nell’antro dei Secoli Bui.

L’influente azione della Chiesa, unitamente ad una maggiore sensibilità del lettore favorita alla divulgazione di un gran numero di testi stampati, hanno finito col tempo per far scivolare l’aspetto erotico della poesia a rango di argomento puerile, sconcio, da stigmatizzare, buono solo ad evidenziare il peccato di chi è alla ricerca di un’accompagnatrice o di una prostituta. Eppure una sottile linea sotterranea non ha mai smesso di produrre opere di eros e poesia di un certo spessore, ed un esempio evidente ce lo danno i libertini inglesi del Cinquecento, alcuni dei furono addirittura perseguitati a causa dei loro scritti.

La poesia erotica nel XIX e XX secolo

Sono di metà ‘Ottocento gli splendidi versi contenuti nelle edizioni aggiornate (nelle prime furono censurati) de I Fiori del Male di Baudelaire, mentre un caso molto particolare sarà quello di David Herbert Lawrence, autore inglese di romanzi e poesie ad esplicito sfondo erotico che dovrà subire l’onta della censura in tutta Europa anche per il suo romanzo più bello: L’Amante di Lady Chatterley. Scritto nel 1925, sarà pubblicato in patria solo nel 1960.